01/09/2016 – Salute e sicurezza sul lavoro, un volume Inail sulla qualificazione del formatore

L’Inail ha pubblicato il volume “La qualificazione del formatore alla salute e sicurezza sul lavoro tra idealizzazione e valutazione”, che riporta i risultati della ricerca svolta dall’Istituto in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo. Come emerge dal D.lgs. 81/2008 e s.m.i., la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro rappresenta uno strumento necessario per contribuire alla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. Infatti, se tutti gli “attori” del sistema SSL vengono adeguatamente informati e formati possono svolgere un ruolo attivo ai fini della prevenzione aziendale. E in questo contesto è fondamentale la figura del formatore, la cui qualificazione diventa un requisito essenziale dell’efficacia dell’azione formativa e del raggiungimento dei suoi obiettivi. Nella ricerca dell’INAIL si vuole dare “carattere di concretezza” ai requisiti del formatore individuati dal decreto del 6 marzo 2013, “cercando di trasformare caratteristiche qualitative in quantitative, rendendole pertanto misurabili”. In particolare l’idea di competenza alla base della ricerca “rimanda all’insieme di conoscenze e abilità messe in pratica da un soggetto per interagire in modo attivo e dinamico durante ogni attività. La competenza si apprende in situazione, perché si tratta di una forma specifica di sapere che si costruisce attraverso l’azione e la riflessione sulla pratica. Perciò sperimentare, mettere alla prova, giocare con le approssimazioni diventa fondamentale per l’apprendimento di nuove competenze”. Le competenze del formatore, che contribuiscono a rendere efficaci gli interventi formativi, devono quindi essere orientate all’analisi, alla progettazione della formazione e alla gestione dell’aula e pertanto richiamano non solo skills esclusivamente tecnico professionali, ma anche relazionali e sociali. Nella pubblicazione vengono quindi identificate le aree di competenza del formatore per trasformarle in indicatori di qualità, finalizzati alla valutazione del formatore a 360 gradi. Ne è poi derivato un set di indicatori (check list) che possono essere utilizzati dagli enti formatori, dai discenti e dal docente stesso sotto forma di autovalutazione. Secondo la ricerca, i criteri individuati possono essere considerati elementi utili per la qualificazione del formatore-docente, non solo per coloro i quali svolgeranno tale ruolo come consulenti, ma anche nel caso in cui saranno impegnati in azioni formative all’interno della propria realtà lavorativa. Nello specifico ogni docente/formatore sulla sicurezza dovrà dimostrare di possedere i criteri indicati dal decreto interministeriale 6 marzo 2013 per una o più delle seguenti aree tematiche (potendo conseguentemente effettuare docenza solo nelle aree tematiche per le quali assolve ai criteri richiesti): Area socio-comunicativa; Area dei saperi tecnici e di contesto e Area metodologica. Il mantenimento dei requisiti di formatore sulla sicurezza nel tempo richiede che, con cadenza triennale, il docente/formatore sulla salute e sicurezza sul lavoro: frequenti, per almeno 24 ore complessive nell’area tematica di competenza, seminari, convegni specialistici, corsi di aggiornamento, organizzati dai soggetti di cui all’articolo 32, comma 4, del D.Lgs n. 81/2008 s.m.i., purché di queste 24 ore almeno 8 ore siano relative a corsi di aggiornamento; in alternativa, effettui un numero minimo di 24 ore di attività di docenza nell’area tematica di competenza.