05/04/2014 – Campania, dal 19 maggio le domande per il rilancio delle aree di crisi

Potranno essere presentate a partire dal 19 maggio fino al 30 giugno 2014 le domande per accedere ai 53,40 milioni di euro destinati ai programmi di rilancio industriale delle aree di crisi della Campania. Il Bando (D.M. 13 febbraio 2014) prevede agevolazioni in favore di programmi di investimento finalizzati al raggiungimento di specifici obiettivi di innovazione, miglioramento competitivo e tutela ambientale, relativi a unità produttive ubicate nelle aree di crisi della Campania, per promuoverne il rilancio industriale e la riqualificazione del sistema produttivo. La dotazione finanziaria complessiva di 53,4 milioni di euro è così ripartita tra le cinque aree di crisi: – 10.680.000 euro all’area di crisi di Airola – 7.155.600 euro all’area di crisi di Acerra – 7.155.600 euro all’area di crisi di Avellino – 14.204.400 euro all’area di crisi di Caserta – 14.204.400 euro all’area di crisi di Castellammare di Stabia. Possono partecipare al bando le società, anche consortili, iscritte nel Registro delle imprese, in regola dal punto di vista fiscale, contributivo e delle norme edilizie, del lavoro e della salvaguardia dell’ambiente. Sono ammissibili alle agevolazioni i programmi, relativi a unità produttive ubicate nella Macro area di crisi, riguardanti: – le attività manifatturiere (Ateco 2007, sezione C) tranne siderurgia, cantieristica navale, industria carboniera e fibre sintetiche; – produzione e distribuzione di energia elettrica e calore (Ateco 2007, sezione D) limitatamente agli impianti che concorrono all’incremento dell’efficienza energetica e al risparmio energetico, con potenza fino a 50 MW elettrici; – attività di servizi (magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti, telecomunicazioni, informatica, ricerca e sviluppo, gestione dei rifiuti e risanamento, attività professionali tra cui: studi di architettura, ingegneria e altri studi tecnici, design e styling di mobili e altri beni per la casa). Le agevolazioni sono concesse nella forma del finanziamento agevolato e del contributo in conto impianti. Il finanziamento agevolato, che deve essere assistito, per la linea capitale, da garanzie ipotecarie, bancarie e/o assicurative, è concesso, nella misura del 30% degli investimenti ammissibili; ha una durata massima di 10 anni oltre un periodo di preammortamento di massimo 2 anni, commisurato alla durata del programma. Il tasso agevolato di finanziamento è pari al 20% del tasso di riferimento vigente alla data di concessione delle agevolazioni. Il rimborso del finanziamento agevolato avviene secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 30 giugno e il 31 dicembre di ogni anno. Il contributo in conto impianti sarà compreso tra il 3% e il 45% degli investimenti ammissibili e fino a concorrenza dell’intensità massima di aiuto concedibile. I beneficiari delle agevolazioni sono obbligati ad apportare un contributo finanziario, attraverso risorse proprie o finanziamento esterno, senza sostegno pubblico, pari almeno al 25% del totale delle spese ammissibili e sono tenuti all’obbligo del mantenimento dei beni agevolati per almeno 5 anni (3 anni nel caso di PMI) dalla data di ultimazione del programma. Sono ammissibili i programmi di investimento che prevedono: a) la realizzazione di nuove unità produttive tramite l’adozione di soluzioni tecniche, organizzative e/o produttive innovative rispetto al mercato di riferimento; b) l’ampliamento e/o la riqualificazione di unità produttive esistenti tramite diversificazione della produzione in nuovi prodotti aggiuntivi o cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo; c) la realizzazione di nuove unità produttive o l’ampliamento di unità produttive esistenti che eroghino i servizi ammessi agli aiuti. I programmi di investimento devono comunque prevedere un incremento occupazionale. Le imprese beneficiarie delle agevolazioni dovranno assumere prioritariamente lavoratori in CIG o in mobilità e residenti nell’area di crisi, pena la revoca degli aiuti. Sono ammessi alle agevolazioni i programmi di importo compreso tra 1 e 20 milioni di euro. Solo per le attività di servizi l’importo minimo è pari a 500.000 euro. La domanda di agevolazioni, unitamente agli allegati, deve essere trasmessa per via elettronica al Soggetto gestore, secondo le modalità e gli schemi che saranno resi disponibili dallo stesso in un’apposita sezione del sito www.invitalia.it, nonché nei siti del Ministero (www.mise.gov.it) e della Regione Campania (www.regione.campania.it).