29/09/2015 – Apprendistato professionalizzante: nuova disciplina con il Jobs Act

Cambiamenti importanti nell’attuazione del rapporto scuola-lavoro vengono introdotti dal Decreto Legislativo 81/2015 di riordino dei contratti di lavoro. Il cosiddetto Jobs Act contiene, infatti, una nuova disciplina dell’apprendistato. Cambia l’apprendistato di primo livello ora finalizzato all’acquisizione, oltre che di una qualifica e di un diploma professionale, anche di un diploma di istruzione secondaria superiore o di un certificato di specializzazione tecnica superiore. La struttura e i contenuti del percorso formativo per acquisire il certificato di specializzazione superiore saranno definiti con un accordo in sede di Conferenza Stato Regioni. La legge 107/2015 prevede che quest’ultimo certificato, unito a un diploma professionale quadriennale, consenta l’accesso agli Istituti Tecnici Superiori, prima possibile solo con il possesso di un diploma di istruzione, verticalizzando così percorsi formativi regionali di IeFP che diventeranno quinquennali e permetteranno l’accesso all’istruzione di livello terziario non universitario. Per l’accesso all’università agli allievi dei percorsi IeFP, il decreto prevede la possibilità, dopo il diploma professionale quadriennale, di conseguire, sempre in apprendistato, un diploma di istruzione professionale attraverso lo specifico corso annuale integrativo. Il contratto di apprendistato, di norma di durata non superiore a tre anni, può essere prorogato di un anno al fine di acquisire un diploma professionale, un certificato di specializzazione tecnica superiore o un diploma di istruzione oppure allo scopo di conseguire una qualificazione professionali ai fini contrattuali. In questo caso si trasforma in contratto di apprendistato professionalizzante. I percorsi di apprendistato di primo e terzo livello (alta formazione e ricerca), finalizzati all’acquisizione di titoli di studio, integrano organicamente studio e lavoro (modello duale) con periodi di apprendimento nelle istituzioni formative o scolastiche e periodi di apprendimento in azienda. I piani formativi individuali sono predisposti dall’istituzione formativa con il coinvolgimento dell’impresa. I contratti per l’apprendistato di primo livello possono essere stipulati a partire da 15 anni fino a 25 anni. Per il conseguimento di un qualsiasi diploma di istruzione secondaria superiore insieme a ulteriori competenze tecnico-professionali, utili anche per il conseguimento del certificato di specializzazione tecnica superiore, possono essere stipulati contratti di apprendistato a partire dal secondo anno dei percorsi scolastici. Sono abrogate le norme che hanno attivato i progetti sperimentali in apprendistato a seguito dell’accordo Enel. Nei percorsi in apprendistato realizzati nel sistema IeFP la formazione esterna all’azienda non può essere superiore al 50% dell’orario ordinamentale (60% per il secondo anno). Queste ore non sono retribuite mentre quelle di formazione interna all’azienda sono retribuite al 10%. Le ore rimanenti (circa 7/800) sono retribuite secondo le norme generali dell’apprendistato. In un decreto interministeriale (MLPS, MIUR, MEF), previa intesa in Conferenza Stato Regioni, saranno definiti i livelli essenziali delle prestazioni dell’attività formativa in apprendistato, lo schema di protocollo tra istituzione formativa e impresa, i requisiti delle imprese, il monte orario massimo del percorso scolastico che può essere svolto in apprendistato. In assenza di regolamentazione regionale, il Ministero del Lavoro disciplina direttamente queste tipologie di apprendistato.