30/11/2015 – Fondi europei: liberi professionisti come le Pmi

Con il passaggio al Senato della Legge di Stabilità 2016 si profila per i professionisti una rilevante novità. All’interno del maxiemendamento al testo approvato con fiducia dal Senato, infatti, viene sancito l’accesso dei liberi professionisti ai fondi strutturali europei (Fse e Fesr) stanziati fino al 2020, siano che essi siano direttamente gestiti dalla Commissione Europea sia che essi siano erogati tramite Stati e Regioni. Con tale norma si vuole allineare l’ordinamento nazionale a quello dell’Unione Europea, secondo cui le libere professioni fanno ufficialmente parte dell’ampia categoria delle imprese, come esercenti attività economiche, che producono reddito. Inoltre si intende rendere uniforme l’interpretazione delle Regioni. Un mancato chiarimento normativo avrebbe potuto creare atteggiamenti difformi a livello regionale, con conseguenti disparità di trattamento per l’accesso ai fondi tra professionisti e imprese. Conformandosi all’ordinamento dell’Unione Europea, la norma approvata uguaglia, in maniera svincolata dalla forma giuridica rivestita, i liberi professionisti alle Pmi in riferimento alla possibilità di concorrere ai fondi strutturali europei 2014-2020. In particolare, la disposizione contenuta nel maxiemendamento prevede che i piani operativi POR e PON dei fondi FSE e FERS, facenti parte della Programmazione dei fondi strutturali europei 2014-2020, siano estesi anche ai liberi professionisti in quanto equiparati alle PMI come esercenti attività economica. A livello comunitario, è la Raccomandazione Europea del 6 maggio 2003 n. 361 (con cui rientrano nell’accezione di imprese anche le libere professioni) a stabilire che ciò che rileva per l’identificazione dell’impresa non è la forma giuridica, bensì l’attività economica. E’ stata, inoltre, adottata dalla Commissione europea una specifica strategia volta a dare impulso all’imprenditorialità dei Paesi membri, dando il via al Piano d’azione per le libere professioni, intitolato “Imprenditorialità 2020”, che punta ad allargare i benefici di cui godono le PMI anche ai liberi professionisti.