Esperto in gestione dei sistemi integrati qualità, ambiente e sicurezza

Obiettivi formativi:

Obiettivo del corso è formare competenze professionali, tecniche e manageriali per accompagnare le aziende nei percorsi di innovazione attraverso lo sviluppo dei sistemi integrati per la qualità, per la tutela della sicurezza e dell’ambiente. L’integrazione dei sistemi emerge come un’opportunità per le aziende, attente a riconoscere le connessioni tra normative e procedure nei processi organizzativi. Le normative nazionali e internazionali in materia di qualità, ambiente ed ergonomia possono favorire lo sviluppo dei sistemi gestionali che si evolvono anche attraverso i procedimenti di certificazione. Per sviluppare professionalità tecnica e manageriale innovativa nella salvaguardia dei contesti territoriali, gli allievi saranno accompagnati nell’acquisizione di conoscenze e nella sperimentazione di competenze specifiche.

Risultati attesi:

I corsisti saranno in grado di progettare, implementare, mantenere e verificare i Sistemi di Gestione Qualità, Ambiente e Sicurezza integrandoli in una logica di Responsabilità Sociale con responsabilità, consapevolezza e autonomia relazionale, nei processi produttivi, nell’ottica del miglioramento continuo che non deve soddisfare solo le necessità del mercato e del cliente, ma anche la sicurezza dei lavoratori e la tutela dell’ambiente. Si distinguerà, quindi, per la trasversalità dell’approccio e per la capacità di dialogare ed interagire (spesso integrandosi) con gli altri strumenti trasversali di gestione aziendale, mantenendo, comunque, una visione pragmatica della gestione dei processi ed orientandosi fortemente ai risultati quantitativi misurabili.

Fabbisogni formativi:

I Sistemi Gestionali Qualità, Ambiente, Sicurezza e Salute del Lavoro, Responsabilità Sociale intervengono, in molti casi, sulle stesse aree organizzative, sugli stessi processi, sulle stesse attività. Integrare non è più un’opzione, è una necessità orientata al raggiungimento di obiettivi molto precisi: – evitare duplicazioni: per esempio, creare un programma di manutenzione di un impianto per motivi riferibili alla gestione dei parametri ambientali e predisporne un altro per garantire la sicurezza dell’impianto rappresenterebbe evidentemente uno spreco di tempo e di risorse; – prevenire conflitti: due o più sistemi separati sono spesso fonti di conflitti, ad esempio per quanto riguarda le priorità di intervento, l’allocazione delle risorse, l’attribuzione delle responsabilità, i riesami della direzione, ecc. – creare sinergie: per esempio, processi come quelli relativi alla pianificazione, alla formazione, agli audit, alla prevenzione delle emergenze, alla predisposizione della documentazione e altri, mettono in evidenza e utilizzano, nell’ambito di un sistema integrato, dei potenziali di sinergie che due sistemi separati portano a ignorare; – capitalizzare l’esistente: molte cose realizzate per l’applicazione del D.Lgs. n.81/2008 sono recepibili all’interno del Sistema di gestione della S&SL OHSAS 18001. L’esistente va quindi utilizzato e capitalizzato nel quadro appunto di un processo di integrazione e non di giustapposizioni e addizioni successive.

Spendibilità in termini di occupabilità:

Imprese, istituzioni pubbliche e organizzazioni internazionali manifestano sempre maggiore attenzione ai temi della Qualità, Ambiente, Sicurezza e Salute del Lavoro e Responsabilità Sociale, nasce pertanto la necessità di inserire figure professionali altamente specializzate in grado di gestire i programmi di sviluppo e attuazione delle strategie interne a sostegno delle trasformazioni richieste dal mercato. L’ipotesi da cui si è partiti è che un corso di specializzazione, progettato secondo criteri di qualità e realizzato attraverso un approccio sistemico, che induca dei cambiamenti nei soggetti oltre che sul versante delle conoscenze, anche su quello attinente la dimensione valoriale e comportamentale. In maniera applicativa si è operato al fine di potenziare i tre aspetti della conoscenza: il Sapere, in termini di modelli, tecniche, metodologie, conoscenze; il Saper Fare, ovvero la capacità di applicare concretamente il sapere; il Saper Essere, sviluppando la capacità di lavorare in gruppo e di problem solving attraverso le esercitazioni.

Innovatività (lettura dei trend di sviluppo economici e tecnologici):

L’integrazione dei sistemi Qualità, Ambiente, Sicurezza e Salute del Lavoro, va vista come una opportunità del management, un’area di innovazione che in quanto tale deve essere libera, anche se può attingere a riserve di idee, spunti, ipotesi, esperienze che si rendano via via disponibili. In particolar modo le piccole-medie aziende, difficilmente sono in grado di mettere a disposizione eccessivi mezzi e risorse umane per l’implementazione di uno o più sistemi, ma sono interessate a ottenere i benefici che la gestione integrata delle normative e procedure di questi sistemi può apportare. Tra i principali vantaggi emergenti si sottolinea la possibilità di: -Ridurre i costi attraverso una migliore gestione della progettazione e dell’implementazione di un sistema integrato rispetto a sistemi separati; -Sostenere la cultura aziendale attraverso un’integrazione delle politiche e strategie di gestione; -Favorire la deburocratizzazione di aspetti gestionali creando maggiore omogeneità metodologica.

Follow up:

Eseguire solo un’analisi dei risultati formativi “a freddo”, magari nell’ultima ora della giornata formativa, fornisce indubbiamente informazioni utili, ma limitatamente al “gradimento d’aula”, che si sa non essere necessariamente correlato con lo sviluppo di comportamenti organizzativi più efficaci. Pertanto, siamo sicuri che almeno due sessioni di follow up all’interno dell’azione formativa non produrrebbero solo utili indicazioni relative alle modifiche comportamentali eventualmente indotte dal percorso formativo, ma contribuirebbero a mettere in moto azioni più personalizzate e coerenti con gli obiettivi da raggiungere. Gli incontri di follow up dall’attività formativa permetteranno pertanto di: – verificare “a caldo” il livello dei risultati raggiunti dal corso di formazione; – evidenziare esempi di comportamenti che possono esser effettivamente attributi al corso di formazione da condividere all’interno del gruppo per facilitarne la diffusione; – richiamare e rinforzare i concetti più rilevanti espressi durante il corso; – aprire prospettive e fornire indicazioni su come proseguire con altri strumenti. L’ultimo punto sopra citato evidenzia come il follow up possa diventare anche una sorta di “analisi dei bisogni” specificamente orientata alle effettive esigenze/richieste dei corsisti e dell’ente.

Innovatività metodologie formative :

La modalità formativa utilizzata, definita per implicazione diretta, invita i partecipanti ad una lezione a doppio senso ossia le informazioni non partono solo dal docente all’allievo ma anche viceversa ossia le informazioni degli allievi arrivano al formatore per essere rielaborate e quindi integrate nei contenuti esposti. Con questa modalità il “sapere circola” le timidezze, le paure del giudizio, i timori di sbagliare lasciano il posto ad un gruppo che si affiata, che si aiuta, con il quale ci si confronta e tutto questo mentre si studia e si impara un mestiere, una professione. La metodologia del “training group” (ossia gruppo guidato) per implicazione diretta nel processo di apprendimento, consente di raggiungere diversi obiettivi: i membri del gruppo classe hanno una funzione di sostegno sia nel lavoro del formatore che in quello degli altri membri del gruppo; si crea un occasione propizia per osservare direttamente il comportamento che ogni partecipante assume nei confronti del gruppo e quindi per raccogliere informazioni dirette circa le sue modalità operative; quasi sempre nel gruppo classe emergono problemi simili a quelli del partecipante il quale non si sentirà solo o diverso dagli altri; il lavoro di gruppo tende ad avere un effetto contagioso: mentre viene esposto un determinato problema, altri possono riflettere su problemi analoghi; la credibilità del formatore è accresciuta quando i suoi rinforzi e le sue informazioni ricevono approvazione.

Modalita’ di valutazione competenze in uscita:

La valutazione del processo e degli esiti dell’intero percorso formativo, si concentra in particolare nelle fasi intermedie e nella fase finale di verifica e di restituzione e riguarda le singole aree di contenuto così come la gestione del processo di apprendimento. Si prevede inoltre la realizzazione di uno stage/project work conclusivo, finalizzato ad integrare gli apprendimenti per astrazione e quelli per immersione, discusso con una commissione rappresentativa dell’intero percorso di specializzazione.